Dimension W 1×05 – Le alternative dei defunti | Recensione

Dimension W 1×05 – Le alternative dei defunti | Recensione

10 Gennaio 2020 0 Di Marco Nisticò

Mabuchi è pronto a scoprire di più sugli spiriti che hanno invaso la residenza del lago Yasogami, presentata nell’episodio 1×04.

Il lago Yasogami è un luogo piuttosto spettrale, dove avvengono fenomeni al limite del normale. Mabuchi e Mira si dirigono qui dopo aver saputo della morte di un famoso scrittore, Sakaki Shijuro. Ricordiamo che il cadavere è stato trovato morto a causa di annegamento, senza però rinvenire alcun segno di forzatura.

Tale annegamento infatti non è stato causato da una persona…bensì da degli spiriti. Questi spiriti abitano la zona del lago Yasogami da diversi anni, a causa della fitta nebbia presente nel posto e dell’acqua del lago che li genera. In questo lago si cela inoltre un coil illegale, che appunto da origine a queste presenze piuttosto pericolose. Mabuchi tenta invano di sconfiggerli usando le sue armi, ma essendo dei semplici fantasmi sono immuni.

Nel frattempo, Mira è ancora intrappolata nei ricordi di Sakaki. Sarà grazie alla sua coscienza che riuscirà a liberarsi dalle catene che la intrappolano, mentalmente e fisicamente, ai pensieri di Sakaki. In realtà si scopre che tutti i ricordi dello scrittore sono delle realtà alternative, generate sempre tramite il coil del lago Yasogami. Viene poi mostrato un lungo flashback che mostra Sakaki insieme alla sua amica Enomori, mentre discutono sulla possibile apertura della diga di Yasogami.

Accade però un brutto incidente, che costa la vita a decine di persone, tra cui sembrerebbe anche Enomori. Questo evento traumatizza Sakiki a tal punto da ricreare una realtà distorta da quella vera, nella quale il ricordo della morte di Enomori viene conservato all’interno del coil. Il Sakiki di questa realtà però è lo stesso di quel flashback, ossia 21 anni prima della sua morte al lago Yasogami.

E’ qui che Mira riesce perfettamente a capire tutto. Così, una volta liberatasi da questo mondo, si dirige insieme a Mabuchi all’interno della diga, dove li attenderà proprio Sakiki, in versione fantasma. Vediamo anche il tanto chiacchierato coil, con all’interno la presunta Enomori. Dopo un piccolo scontro che poteva essere fatale, Mira riesce a far aprire gli occhi a Sakiki, facendo vedere come in realtà Enomori non fosse in realtà morta durante quell’incidente di tanti anni fa. Dunque per tutti questi anni il ricordo della sua morte è stato solamente un errore, tant’è che una volta distrutto l’involucro che protegge il coil vediamo sparire anche il ricordi di Enomori, che riappare sotto forma di fantasma, ricongiungendosi finalmente a Sakiki insieme a tutte le altre vittime dell’incidente alla diga.

La causa di tutte queste realtà distorte sono da attribuire anche al Numbers, che appunto ha voluto creare diversi mondi nella Dimension W sfruttando il coil ancora attivo del lago Yasogami. Il fatto che fosse stato attivo per tutto quel tempo ha permesso alle realtà alternative di fondersi direttamente con il mondo vero, rendendolo quasi un unica realtà. Fortunatamente l’intervento di Mira e Mabuchi ha permesso di rivelare il vero aspetto del lago Yosogami, riportandolo al suo incantevole splendore.

Un episodio abbastanza toccante, specialmente nel momento in cui Sakiki si rende conto che Enomori non è effettivamente e i due spiriti si riuniscono nuovamente.

Al termine dell’episodio però vediamo una scena che potrebbe lasciare spazio a molte domande, ossia la confessione di una ragazza, che lavorava all’interno della dimora del lago, che afferma che suo padre, operatore della diga, ha sostituito l’acqua del distributore nell’ufficio di Sakiki con quella del lago, causandone probabilmente la morte. Questo dettaglio porta sicuramente a galla delle questioni tutt’ora irrisolte.