Blame! | Recensione del film su Netflix

Blame! | Recensione del film su Netflix

15 Aprile 2020 0 Di Marco Nisticò

Blame! è un manga scritto e disegnato da Tsumotu Nihei e pubblicato in Italia da Panini Comics. La serie è stata poi trasposta in un lungometraggio, realizzato e rilasciato da Netflix il 20 Maggio 2017.

In un futuro distopico, oseremmo dire postapocalittico, la civiltà ha raggiunto una forte connessione con la rete. Ora la popolazione è suddivisa in una città multi-strato, che si genera automaticamente. Successivamente ad una grande anomalia che ha reso le macchine ribelli ed incontrollabili, un gruppo di persone note come “Pescatori di Elettrosilos” lotta tra la vita e la morte a causa non solo della scarsità di risorse ma anche dei Safeguard, robot malvagi con l’unico scopo di uccidere umani e sotto il controllo dell’Autorità, entità esterna alla realtà e situata in una dimensione alternativa tra la realtà e la rete. In questa situazione, una ragazza di nome Zuru decide di andare in perlustrazione insieme ai suoi compagni in cerca di provviste ma vengono purtroppo attaccanti da un’ondata di Safeguard (o Sterminatori). Fortunatamente un misterioso ragazzo di nome Killy riuscirà a portarli in salvo, purtroppo non tutti. Questo ragazzo vive a migliaia di livelli al di sotto di loro e il suo compito è quello di scovare coloro che possiedono il gene terminale della rete. Da qui partirà una lunga avventura che porterà Killy ad unirsi ai Pescatori di Elettrosilos e a trovare un modo per connettersi con l’Autorità e convincerla a lasciar perdere gli umani.

Un solo ed unico obiettivo

Killy inizialmente, e anche per tutta la durata del film, risulta un personaggio assai misterioso, che sembra nascondere un’identità meno umana di quanto possa far trasparire dal suo modo di porsi. Già dal primo incontro con Zuru notiamo subito una certa disparità nell’uso delle armi, quasi come se Killy fosse notevolmente più avanzato ed evoluto rispetto ai semplici umani. Tant’è che molto spesso veniamo posti nella visuale di Killy e scopriamo che è dotato di una sorta di intelligenza artificiale con la quale è in grado di identificare i nemici e poterli quindi combattere con più facilità. A rendere ancora più tetro questo personaggio ci penserà Shibo, intelligenza robotica che inizialmente ci si palesa davanti sotto forma di una donna quasi zombificata. Durante la storia però riuscirà ad acquisire nuovamente la sua forma originale, mostrando a tutti il suo vero aspetto.

L’obiettivo è piuttosto semplice: trovare l’Autorità che controlla i Safeguard, robot dal movimento decisamente repentino e in grado di uccidere in un sol colpo, e fare in modo che blocchi il suo esercito dall’attaccare i diversi villaggi che a stento riescono a sopravvivere. Questa entità viene vista come una sorta di “Dio della rete”, in grado di comandare tutto ciò che succedere nella realtà all’interno di un mondo estraneo agli umani, quasi irraggiungibile o spirituale. Infatti Shibo avrà bisogno di un particolare strumento tecnologico per poter comunicare direttamente con essa.

La trama prosegue in maniera piuttosto godibile, con tantissime scene d’azione, arricchite da una CGI spesso altalenante. Purtroppo si vede troppo spesso ormai l’impiego della grafica 3D per rappresentare determinati elementi o addirittura interi paesaggi e nella stragrande maggioranza dei casi questo mix si rivela piuttosto spiacevole. Blame! non è da meno, mostrando in certi casi anche delle animazioni decisamente lente e che peggiorano sensibilmente il dinamismo delle scene. C’è da dire però che le atmosfere cupe, tetre e a tratti steampunk sono azzeccate e rendono la visione coinvolgente. Sembra però che manchi qualcosa, come se la storia venisse raccontata in fretta in furia, lasciando da parte dettagli quasi fondamentali, come ad esempio la provenienza effettiva di Killy oppure il primo incontro tra Killy e Shibo. Fortunatamente però siamo a conoscenza che presto Blame! riceverà un sequel, di cui ancora non sappiamo molto ma che speriamo possa aggiungere tutti gli aspetti finora mancanti, anche perché il finale suggeriva sin da subito l’arrivo di un seguito.

Blame! rappresenta la trasposizione animata di un manga la cui trama si discosta molto dall’opera cartacea ma riesce comunque nell’intento di trasmettere quel senso di oppressione e paura del futuro, quasi come se fossimo privati della libertà di agire e di non essere in grado di provvedere a noi stessi.

Cosa ci aspettiamo dal sequel

Blame! è un film che sa intrattenere, per quanto l’idea non sia poi così originale e non si abbiano tutti gli elementi per poterlo ancora apprezzare a pieno. Molto probabilmente richiede almeno una seconda visione per poter magari cogliere alcune sfumature e differenze con il manga, provando quindi a dare una propria interpretazione della storia e del legame tra i protagonisti.

Quello che speriamo di vedere nel sequel essenzialmente è una trama che non solo vada a completare quanto visto finora ma anche mettere al centro dell’attenzione il vero scopo del film, ossia far sì che i Pescatori di Elettrosilos possano finalmente stare al sicuro e andare avanti con le loro vite, senza la costante minaccia di essere attaccati.