Il mio vicino Totoro | Recensione

Il mio vicino Totoro | Recensione

19 Febbraio 2020 0 Di Noemi Ricci

Il mio vicino Totoro è un film di animazione dello Studio Ghibli, ora disponibile su Netflix, ambientato nella tranquilla campagna di Tokyo. Totoro farà scoprire a noi e alle simpatiche sorelline Satsuki e Mei il magico mondo della natura, dei sogni e dell’immaginazione.

Sapevo che esistevi!

Le energiche e allegre sorelle Satsuki e Mei si trasferiscono con il loro papà in una malandata ma carina casa nella campagna vicino Tokyo. La famigliola ha cambiato casa per poter avvicinarsi alla mamma, da tempo ricoverata in ospedale. Le sorelline sono davvero euforiche all’idea di vivere in campagna e da subito notano che la loro casa è strana. Non appena aprono le finestre, per far luce nelle stanze, Satsuki e Mei notano la presenza di strane palline nere che si rintanano nell’oscurità, fuggendo dalla luce: i nerini del buio. Le sorelle scoprono inoltre che accanto alla loro casa c’è un bellissimo bosco nel quale però non è facile entrare e credono sia abitato dal troll Totoro che la loro mamma gli ha mostrato nei libri.Un giorno, mentre Satsuki è a scuola, Mei si intrufola nel bosco inseguendo degli strani esserini e scopre in gigantesco Totoro, sdraiato nella sua tana a dormire.

Mei racconta tutto al papà e Satsuki ma i due sembrano credere che sia solo una fantasia della bambina. Un giorno di pioggia, Satsuki decide di andare a prendere il papà alla fermata del bus perchè ha dimenticato l’ombrello. Preoccupata per il ritardo del bus, da sotto l’ombrello Satsuki scorge il gigantesco Totoro che sembra essere anche lui in fermata, ma con solo una foglia sulla testa per ripararsi dalla pioggia. La ragazza gli porge l’ombrello del padre, per offrirgli riparo, e quando Totoro si accorge che la pioggia non lo bagna più si entusiasma e lancia un rumorosissimo grido che fa smettere di piovere. A questo punto giunge per Totoro il bus, ma non è un vero bus, è un Gattobus con ben 12 zampe e gli occhi come fari! Salito Totoro il Gattobus diventa invisibile e sfreccia via. Ora che Satsuki e Mei hanno visto la magia di cui è capace Totoro e gli esseri che lo circondano, la loro vita non sarà più la stessa.

I custodi della foresta

Satsuki: è la sorella maggiore di Mei ed è una ragazzina molto responsabile per la sua età. Si occupa della casa e della sorellina mentre la mamma è in ospedale ed il papà si impegna nel lavoro. E’ molto socievole e allegra e si preoccupa tantissimo per tutto. Quando Mei scompare la ragazza si dispera ed inizia a correre in lungo e in largo per cercarla, finchè in suo soccorso arrivano Totoro e Gattobus.

Mei: chiamata spesso Mei-chan è la sorellina di Satsuki. Come tutte le bimbe della sua età è molto curiosa e attiva anche se fa molti capricci. Piange spesso perchè le manca la mamma e da molti pensieri alla sorella facendo tutto ciò che le passa per la mente. Nonostante possa sembrare che sia sconsiderata, si comporta in modo impulsivo perchè si preoccupa tanto per gli altri, come ad esempio per la mamma.

Totoro: è un grande essere che assomiglia ad un procione/orso ed è il custode della foresta accanto la casa delle bambine. Quando incontra Satsuki e Mei diventa subito loro amico e anche se non parla esprime la sua gioia con grandi urli che risuonano in tutta la campagna. Per ringraziare Satsuki dell’ombrello che lo ha protetto dalla pioggia, dona alla ragazza delle ghiande da piantare in modo che presto la foresta diventi più grande.

Gattobus: è un gigantesco bus dalle sembianze di un gatto. Ha ben 12 zampe, un manto striato e i suoi occhi sono fari per viaggiare nella notte. Sulla sua testa ha l’elenco delle fermate che può fare, fermate che cambiano in base a dove si vuole andare. Poichè è velocissimo, appena parte diventa invisibile e nessuno riesce a vederlo tranne Totoro e le sorelline.

La campagna giapponese

Davvero molto suggestiva è l’ambientazione de Il Mio Vicino Totoro, una rivisitazione della campagna degli anni ’50 circostante Tokyo. Come sempre, il maestro Hayao Miyazaki ci propone ambientazioni interamente disegnate a mano e digitalizzate per cui si nota da subito che lo sfondo è realizzato come se fosse un dipinto. Gli alberi, i cespugli, i fiori e le risaie sono tutti realizzati come fossero un dipinto, con picchiettature di colore e tante sfumature. Nonostante questo film di animazione sia stato recentemente proposto in HD da Netflix, la qualità degli sfondi fatti a mano si distingue nettamente dai personaggi animati con la computer graphic.

Per quanto riguarda i personaggi, ovviamente lo stile è quello classico dello Studio Ghibli con volti maschili più squadrati, personaggi anziani con rughe molto pronunciate e bambini con visi molto tondi. Si bada di più ai dettagli di sfondo che ai personaggi umani in sè per sè, mentre per le creature fantastiche la personalizzazione è più accentuata. Per esempio il Gattobus o Totoro sono molto più particolareggiati rispetto a Satsuki e Mei. Facendo un confronto: le singole strisce del manto o i dettagli dei baffi del Gattobus sono ben distinguibili su tutto il personaggio, mentre le due bambine hanno tratti molto semplici e lineari.

Capirsi senza parlare

Questo film è davvero straordinario non solo per le sue ambientazioni, per i personaggi fantastici o i colori, ma per la sensibilità che trasmette. All’inizio rimaniamo catturati dalla simpatia di Totoro e come in ogni fiaba ci aspetteremmo che questo personaggio parli. Miyazaki, invece, non ha voluto dare voce a questo personaggio perchè probabilmente non era necessario. Totoro e le bambine ci insegnano, infatti, che non servono per forza le parole per comunicare, a volte basta solo uno sguardo e le emozioni per capirci. Il personaggio di Totoro emette solo un suono che è un richiamo per la natura, per il vento, per le piante e per gli altri personaggi fantastici ma sa trasmettere amore e sicurezza tali da far si che Satsuki e Mei si fidino ciecamente di lui.

Nota dolente di questo film è, come in molti dei film Ghibli, la traduzione dei testi. Purtroppo la resa di molti dialoghi non è affatto naturale, soprattutto alcune frasi dette dai personaggi più giovani. Il dialogo risulta comunque fluido ma molti modi di dire o molte impostazioni delle frasi stonano completamente con le ambientazioni o con lo stile dialettale degli anime moderni.

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