Death Parade: la roulette dell’anima | Recensione

Death Parade: la roulette dell’anima | Recensione

27 Febbraio 2020 0 Di Noemi Ricci

Death Parade è un anime fantasy e allo stesso tempo macabro ideato Yuzuru Tachikawa e prodotto da Madhouse. In Italia, grazie alla Dynit, è possibile immergersi in questo anime davvero unico nel suo genere sia su VVVVID che su Amazon Prime Video. Riuscirà Decim a scavare nella vostra anima per condurvi alla reincarnazione o finirete nell’oblio?

Benvenuti al Quindecim

Quando due persone muoiono nello stesso momento, le loro anime vengono mandate in un mondo di passaggio caratterizzato da diversi tipi di bar, e uno di questi è proprio il Quindecim. Le anime arrivano qui tramite due ascensori diversi con sopra delle maschere, e all’apertura delle due porte si ritrovano in un ambiente elegantissimo con divani, tappeti, musica, luce soffusa ed un barista alquanto formale ad attenderli. Il barman di nome Decim, con modi molto garbati invita i due ospiti ad accomodarsi al bancone e chiede loro se ricordano come sono arrivati fin li. Poichè la risposta è negativa Decim porge ai suoi ospiti un grande pulsante rosso da preme per avviare un gioco chiamato Death Game, nel quale i due giocatori si contenderanno la vita. Ovviamente gli ospiti cercano immediatamente una via di fuga, ma notando che non c’è modo di andar via decidono di partecipare al gioco premendo il pulsante. Questo avvia un sorteggio casuale nel quale verrà scelto il gioco in cui i due ospiti si sfideranno:bowling, freccette, biliardo..tutti giochi da bar per l’appunto. Scelto il gioco l’arredamento circostante cambia trasformando così il Quindecim nel luogo della sfida.

Iniziato il gioco però, i due ospiti iniziano a provare sofferenza perchè gli oggetti usati per giocare o i punti che loro ottengono corrispondono a dei malus che subiscono sul loro corpo. Ogni volta che un colpo viene inferto al loro corpo accumulando punti vittoria/sconfitta, gli ospiti hanno dei flashback sul motivo della loro morte. Decim, non è infatti solo un barista ma un Giudice con il preciso dovere di giudicare le anime dei suoi ospiti e decidere se destinarle all’oblio nel quale non esisteranno più o farle reincarnare in una nuova vita. Quando le anime recuperano i ricordi della loro vita passata e della loro morte, persi a causa dello shock, il Giudice può giudicare non solo la loro vita ma vedere come queste anime reagiscono alla sfida mortale sapendo che la loro vita è in gioco. Al termine del Death Game, le anime sanno ormai di essere morte per cui Decim le accompagna di nuovo ai due ascensori. Sulle porte stavolta le maschere sono cambiate, assumendo un aspetto buono per l’anima destinata alla reincarnazione ed uno demoniaco per quella che andrà verso l’oblio. Tutto si ripete per ogni coppia di anime con giochi diversi, finchè non arriva al Quindecim l’anima di Chiyuki la quale sembra ricordare di essere morta. Poichè nessuna anima ricorda mai il momento della propria morte Chiyuki ha stravolto le regole per cui il suo Death Game non può iniziare. Per questo motivo il giudice Nona le cancella la memoria e la affianca a Decim come assistente Giudice, in attesa che la ragazza possa recuperare i suoi ricordi ed essere giudicata.

Giudici e giudicati

Decim: è il giudice e barista del Quindecim, un luogo in cui le anime dei defunti vengono giudicate. Decim appare come un giovane uomo dai capelli bianchi, occhi azzurri con una croce all’interno e semi coperti dai capelli. La sua espressione ed il suo modo di parlare sono seri, molto formali e non lascia trasparire alcuna emozione. Ha l’hobby di ricreare manichini con le stesse sembianze degli ospiti che ha avuto nel Quindecim. Con l’arrivo di Chiyuki inizia ad avere dei dubbi sulla correttezza dei suoi giudizi e sull’importanza delle emozioni umane che lui non ha, emozioni che possono influire non solo sul suo giudizio ma sulle scelte degli ospiti.

Chiyuki: è una giovane ragazza con lunghi capelli neri ed una ciocca bianca, arrivata al Quindecim ricordando di essere morta. Poichè nessuno ricorda mai il momento della propria morte, Chiyuki non può partecipare al Death Game ed essere giudicata. Per questo motivo Nona, il responsabile di tutti i giudici, le cancella la memoria e la affianca a Decim nell’attesa che la ragazza recuperi i suoi ricordi. Chiyuki mostra a Decim quanto siano importanti i sentimenti delle persone perchè questi possono influire nei loro comportamenti, nelle loro scelte prima e dopo la morte ma anche nel giudizio finale di un Giudice.

Nona: è il capo dei Giudici. Ha l’aspetto di una giovane ragazza bassa, con lunghi capelli bianchi intrecciati di lato e un carattere molto spigliato. E’ lei a cancellare la memoria a Chiyuki e a metterla accanto a Decim per sperimentare cosa può accadere se in un giudice, il quale è essenzialmente una marionetta, si innestano dei sentimenti. Questa sua manovra non viene condivisa da Oculus, il giudice che viene considerato più vicino a Dio e con il quale ogni tanto gioca a biliardo, perchè secondo lui i sentimenti non appartengono ai giudici ma solo agli umani.

Stesso posto ambientazioni diverse

Una caratteristica molto interessante di Death Parade è l’uso della stessa ambientazione all’interno dei vari episodi. Quasi tutti i Death Game si svolgono infatti all’interno del Quindecim ma questo non lo rende affatto monotono poichè ad ogni gioco, il grande salone del bar cambia forma, luci ed accessori. Qui un gioco di grafica tridimensionale ed effetti di luce permette di avere nello stesso luogo un ambiente completamente diverso. Davvero molto suggestivo è il cambiamento del salone centrale con il grande e delicatissimo lampadario che sembra in un attimo esplodere per far comparire al centro della sala una colonna con un bersaglio per le freccette o un tavolo per il biliardo.

I personaggi sono disegnati con uno stile diverso da quello convenzionale degli anime, con visi più più allungati, lunghi nasi e bocche molto basse rispetto la posizione del viso. I dettagli nello stile dei personaggi non sono moltissimi, ma ognuno di loro è ben distinguibile dall’altro sopratutto per l’acconciatura. In Death Parade è predominante l’uso di un filtro blu leggermente sfumato, tinte fredde e tanto nero proprio per richiamare l’ambiente cupo dell’aldilà e la drammaticità della morte. L’unica ambientazione nella quale ci sono tinte più calde è quando due anime finiscono nel bar Viginti, il quale ha un’ambientazione più simile ad un bar giapponese confronto al Quindecim che sembra gotico.

L’importanza dei sentimenti

Questo anime è molto particolare, sia nello stile sia nel modo di trattare il tema della morte. Potrebbe ricordare vagamente Death Note, per la tematica della morte e del giudizio, ma in realtà è molto più profondo. Quello che avviene durante i vari episodi è la presa coscienza che il giudizio dato sulle azioni degli altri non può essere dato solo sulla base del loro passato. Decim infatti giudica in base ai ricordi che gli ospiti hanno e a come si comportano durante il Death Game.

Chiyuki è la variabile umana, colei che prova emozioni e che mette in dubbio l’integrità del giudizio di tutti i Giudici. Non si può giudicare solo in base alle scelte sbagliate fatte dagli ospiti nella loro vita o in quelle che si prendono in condizioni estreme durante il Death Game. Ci sono episodi quasi strazianti, come ad esempio quello del detective e dell’adolescente assassino, in cui è molto difficile capire il criterio con i quali le anime sono state giudicate. Nell’episodio in cui ci sono come ospiti un idol ed una sua fan sembra invece che il giudizio del Giudice Ginti sia del tutto sconnesso con il passato e l’anima della ragazza. C’è da dire che Death Parade è senza dubbio uno dei migliori anime psicologici trasmessi, peccato duri solo 12 episodi >.< !

Death Parade: la roulette dell’anima | Recensione ultima modifica: 2020-02-27T14:00:00+01:00 da Noemi Ricci