Elfen Lied: diverso non significa malvagio

Elfen Lied: diverso non significa malvagio

23 luglio 2018 0 Di Manganime

Elfen Lied è un anime tratto dall’omonimo manga seinen di Lynn Okamoto. La nascita di alcune bambine con le corna ed i capelli rosa, mette in agitazione le forze armate ed i servizi segreti, che vedono queste creature diverse come un potenziale pericolo. Alcune di loro, tra cui Lucy, non vengono uccise, ma perchè?

Trama

Una notte, all’interno del centro sperimentale segreto giapponese, sembra che una delle cavie più pericolose chiamata Lucy sia riuscita a scappare. Dalle sembianze di una donna completamente nuda e con la testa chiusa in un casco, l’esperimento vaga nel laboratorio alla ricerca di una via di fuga. Davanti a lei decine di guardie armate sparano a raffica colpi, ma questi non sembrano sfiorarla minimamente. Il terrore negli occhi di tutti ed in pochi secondi il massacro. Corpi completamente mutilati, come se lame invisibili fendessero le carni degli uomini uccisi senza pietà.

Lucy sembra inarrestabile ma non appena raggiunta l’uscita del laboratorio, un colpo ben assestato colpisce il suo casco facendola cadere giù da un dirupo nel mare. Mentre il giovane Kota e sua cugina Yuka passeggiano tranquilli sulla spiaggia, trovano il corpo della ragazza ancora viva, seppur con una ferita alla testa. La ragazza si risveglia completamente disorientata, spaurita e riesce a pronunciare solo la parola “Nyu“. Ha dimenticato chi è, perchè è li e come esprimersi, ma gli agenti sono sulle sue tracce.

Personaggi

Lucy/Nyu: E’ una delle bambine nate mutanti e per questo subisce l’abbandono dei genitori ed il maltrattamento dai suoi compagni. Quando è ancora piccola il Centro di Ricerca la cattura e la rinchiude nel  laboratorio, dal quale riesce a scappare solo alcuni anni dopo. Durante la sua fuga dal Centro viene colpita alla testa da un proiettile e al suo risveglio non sa più chi è e dove si trova. La prima parola che riesce a dire quando incontra Kota e Yuka è “Nyu” e dimostra di essere completamente diversa dalla vera Lucy, con la sua dolcezza e spontaneità.

Kota: È un ragazzo gentile ed altruista, a cui piace prendersi cura delle persone. Nonostante il suo sorriso , nasconde dentro di se ricordi tristi causati da un trauma infantile. Non riesce infatti a ricordare in modo chiaro il motivo della morte della sorellina Kanae, sa solo che c’era tanto sangue. Le sue premure per tutti lo faranno essere il punto di riferimento tanto per Nyu quanto per le altre ragazze.

Yuka: E’ la cugina di Kota ed è innamorata di lui fin da bambini. Nonostante la sua gelosia nei confronti della dolce Nyu, dato il suo attaccamento per il ragazzo, sarà lei a proporre di accoglierla in casa ed aiutarla.

Mayu: Ragazzina ridotta a fuggire da casa e vivere per strada pur di sfuggire alle molestie sessuali del patrigno. Mentre passeggia con il suo cagnolino Wanta, vede Lucy e Nana combattere ma non capendo cosa sia realmente accaduto crede di aver sognato. Viene accolta in casa da Kota e Yuka e stringe una forte amicizia con Nana.

Nana: E’ una mutante come Lucy, ma addestrata nel centro a controllare i suoi poteri. Il padre adottivo, nonchè il direttore del centro di ricerca Kurama, la invia a cercare ed uccidere Lucy ma in realtà le ordina di non tornare, per la sua salvezza. Una volta nel mondo incontra la piccola Mayu con la quale lega come se fosse una sorella.

Character Design

Per quanto riguarda la grafica, Elfen Lied mette subito in risalto il lato splatter della trama. Fin dal primo episodio spiccano le tonalità calde sia dei personaggi che delle ambientazioni, i quali hanno sempre colori caldi che richiamano il sangue, anche nelle scene buie.

Parlando del design dei personaggi le linee  usate sono abbastanza grandi, per creare nettamente un distacco tra questi e l’ambientazione, e ci sono pochi dettagli. I capelli non sono infatti disegnati a ciocche ma come elemento unico, i visi tranne gli occhi sono poco dettagliati ed i vestiti sono fatti a grandi linee. Particolare cura è stata invece data alla realizzazione dei “vettori” dei mutanti che sono in 3D, creando uno stacco importante tra l’elemento umano e quello non umano, valorizzando così il significato di “diverso”.

Considerazioni finali

Nonostante questo anime dai toni tanto sanguinosi sembri un horror, in realtà ha un cuore drammatico-sentimentale. Tutta la serie si aggira intorno ai rapporti tra i personaggi ed il loro passato, anche se per alcuni sono solo flashback di pochi secondi. Alcuni episodi risultano un pò confusionari e scontati, ma in realtà si rimane fino all’ultimo con la voglia di sapere cosa si nasconde dietro a certe parole o a certi simboli. Il finale non è affatto scontato, anzi viene voglia di sapere se c’è o no un seguito alla serie una volta arrivati all’ultimo episodio. Una nota di merito va data anche alle sigle di apertura e chiusura, in latino lirico, accompagnate da riadattamenti dei dipinti di Klimt.

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