No Game No Life: la vita come un gioco

No Game No Life: la vita come un gioco

10 agosto 2018 0 Di Manganime

No Game No Life è l’adattamento anime dell’omonimo manga e light novel scritti e disegnati da Yu Kamiya.

Immersi in un nuovo mondo

No Game No Life racconta la storia di Sora e Shiro, due fratelli che possiedono delle capacità intellettuali davvero elevate. Il loro legame si mostra non solo nella vita reale, ma anche in quella virtuale. Infatti sono conosciuti sul web per aver infranto moltissimi record ai più svariati giochi online. Sono i classici hikikomori che preferiscono passare il tempo giocando piuttosto che affrontare la vita reale.

Nel mondo digitale inoltre hanno deciso di rimanere anonimi, scalando via via le classifiche dei punteggi. Un giorno però, dopo l’ennesima vittoria, un tizio misterioso domanda loro cosa ne pensa della vita reale. I due definiscono la realtà come un “gioco mediocre”, dicendo inoltre che preferirebbero vivere in un mondo dove ogni controversia è regolata dai giochi. Ecco quindi che vengono catapultati in Disboard da un ragazzino di nome Tet, che si presenta loro come Dio. Egli spiegherà loro quali sono le regole di questo nuovo mondo. La più importante è risolvere ogni diverbio o discussione tramite una sfida ad un gioco, oltre che il rapporto tra le sedici razze Exceed, il cui livello è definito dal loro rapporto con la magia.

Inizierà quindi una nuova avventura per Sora e Shiro, in un mondo in cui hanno sempre sperato di vivere.

Disboard: la vita come un gioco

Spesso ci viene detto che “la vita non è un gioco” e in effetti è così. Non possiamo sperare di poter affrontare le vicissitudini della vita come se fossero delle sfide di un videogame, dove una volta perso avremo la possibilità di ricominciare da capo. No Game No Life invece porta la realtà ad un livello virtuale, dove ogni divergenza si risolve con una semplice sfida, senza violenta o qualsiasi altra cosa. In fondo è tutto più semplice in questo modo. Basta affrontarsi ad un videogame e sperare di poter vincere la partita per guadagnarsi la ricompensa pattuita. Nella vita reale purtroppo non è così.

Sora e Shiro pensano che Disboard sia la realtà perfetta, dove il videogioco diventa non solo uno strumento di svago ma anche di sopravvivenza. Alla fine però si renderanno conto che il mondo che hanno sempre desiderato non è così semplice come si aspettavano. Le sfide che affronteranno durante il viaggio si faranno sempre più impegnative, a volte quasi sfiancanti per entrambi. La loro forte unione riuscirà comunque a farli affrontare qualsiasi ostacolo, portandoli sulla via della vittoria.

Personaggi

Sora: giovane ragazzo con una legame sconfinato con la sorella Shiro. Oltre ad avere una grande intelligenza strategica per i giochi, è il classico NEET sempre attaccato ai videogame. Nutre un profondo senso di protezione per la sorella, tanto da non poterle stare lontano oltre una certa distanza.

Shiro: sorella adottiva di Shiro, è dotata di un’intelligenza sovraumana, che la aiuterà a vincere le sfide più difficili. Grazie anche all’abilità strategica di Sora, formano un duo micidiale. Il suo aspetto tenero e docile nasconde in realtà un carattere molto competitivo e combattivo, che si rivelerà un’arma micidiale durante i vari giochi da affrontare.

Tet: oltre ad essere noto come Dio, è l’unica divinità ad essere rimasta in seguito ad un violento scontro su Disboard tra tutte le altre divinità, che lascio questo mondo sulla soglia della rovina. Il suo aspetto quasi fiabesco non fa pensare che si tratti di una divinità ma piuttosto di una guida.

I personaggi sono sin da subito chiari e ben delineati. Fin dai primi minuti della prima puntata notiamo subito il duo Sora-Shiro intenti a battere l’ennesimo score. Dunque possiamo subito farci un’idea sui due protagonisti. Caratterialmente ricordano molto la protagonista di Watamote!, appassionata di videogame e particolarmente ostile alla vita sociale. Per quanto disprezzino la realtà, definendola un semplice gioco scadente, riescono ad affrontare con grande maestria le sfide che gli vengono lanciate.

Character design

Parlando dei disegni, possiamo dire come No Game No Life sia caratterizzato da tratti piuttosto semplici e poco marcati. Le ambientazioni sono veramente affascinanti, con contrasti tra il blu e viola, che rendono l’atmosfera piuttosto cupa ed inquietante, specialmente durante le sfide.

Sora e Shiro vengono rappresentati invece con colori caldi e sgargianti, quasi a simboleggiare una rinascita in un nuovo mondo. Basti pensare anche al design di Tet, ricco di sfumature e contrasti luminosi, come fosse la luce della speranza per i due fratelli. E’ molto facile notare come i colori dei protagonisti vadano in perfetto contrasto con le ambientazioni delle battaglie. Insomma la scelta del design è veramente azzeccata, anche se comunque esteticamente ci sembra qualcosa di già visto.

Bisogna comunque considerare il fatto che dietro a No Game No Life c’è Madhouse, studio che ha lavorato anche alla realizzazione di Highschool of the Dead, Beyblade o Devil May Cry. Chi ha già visto qualcun’altra delle loro serie riconoscerà sicuramente i tratti distintivi del character design, a cominciare dallo stile dei personaggi, determinati e combattivi, fino all’aspetto estetico vero e proprio, con forti contrasti di colore.

Conclusioni

Prezzo: EUR 10,39
Da: EUR 13,12

In conclusione possiamo dire che No Game No Life è un anime davvero interessante, con un incipit classico ma che comunque alimenta la curiosità di chi sta guardando. Lo stile visivamente carino e il doppiaggio giapponese superbo lo rendono una serie che si fa guardare con trasporto, nonostante sia solamente di 12 episodi. E’ stato realizzato anche un film, dal titolo No Game No Life Zero, e attualmente è prevista una seconda stagione per il 2018.

La visione è consigliata a tutti perché si tratta di un anime leggero ma comunque coinvolgente.

Per ulteriori informazioni, potete consultare la scheda tecnica dell’anime.

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