La Forma della Voce: quando il silenzio dice più delle parole

La Forma della Voce: quando il silenzio dice più delle parole

25 luglio 2018 0 Di Manganime

Dal manga A Silent Voice è stato recentemente tratto il film di animazione La Forma della Voce, diretto da Naoko Yamada. Questo film drammatico cattura lo spettatore in un vortice di sensazioni che fanno capire quanto il silenzio dica più delle parole.

Trama

L’arrivo della piccola Shoko Nishimiya, una bambina sorda di undici anni, crea sgomento in tutta la classe. Shoya Ishida però non è affatto incuriosito da lei, sembra invece averla presa per una specie di nemico, per cui insieme ad altri compagni inizia a farle scherzi e a maltrattarla. Shoko non sembra voler reagire a quanto le sta accadendo e, nonostante tutti i giorni sia bersaglio di cattiverie, continua a sorridere e a fare del suo meglio per fare amicizia ed essere come tutti i suoi compagni. Questo però non fa altro che aizzare alcuni ragazzi che iniziano a romperle e a nasconderle gli apparecchi acustici, finchè un giorno durante uno scherzo lei si ferisce alle orecchie.

Viene attirata l’attenzione su quanto accaduto e nel cercare il colpevole tutti puntano il dito contro Shoya, in realtà uno dei tanti che l’avevano maltrattata. Da questo momento inizia per il ragazzo un incubo che lo renderà il nuovo bersaglio della cattiveria della classe. La piccola Shoko tenterà, invece, prima di stringere amicizia con lui e poi andrà via da scuola. Passano alcuni anni e ormai Shoya è rimasto da solo, ha innalzato una barriera contro il mondo e non si fida più di nessuno. Si chiede ancora se avrà mai una chance di scusarsi con Shoko per tutto. Un giorno riesce finalmente a trovarla, riuscirà però a esprimere quello che sente?

Personaggi

La forma della voce- personaggi

Shoya Ishida: E’ il protagonista e narratore. Da piccolo era un bambino sempre in cerca di modi per passare le giornate divertendosi e, incontrata Shoko, la rende bersaglio del bullismo di tutta la classe. Quando Tutti puntano il dito verso di lui diventa il nuovo bersaglio degli scherzi della classe. Questo gli crea una chiusura psicologica verso il mondo, finchè non incontrerà di nuovo Shoko anni dopo.

Shoko Nishimiya: E’ una bambina sorda, compagna di classe di Shoya. Quando arriva per la prima volta nella classe mostra a tutti come comunicare con lei, attraverso un quaderno. Quando il ragazzo la vede inizia a farle degli scherzi con tutta la classe ma Shoko ha un carattere dolce e tenterà sempre di avvicinarsi a tutti per diventare amici. Dopo il giorno in cui si ferisce a scuola, cambia istituto e rincontrerà il ragazzo solo anni dopo, quando lui andrà a cercarla per chiederle scusa.

Yuzuru Nishimiya : È la sorella minore di Shoko, amante della fotografia, che cerca di proteggere la sorella da tutti quelli che vogliono maltrattarla perchè è sorda.

Tomohiro Nagatsuka: E’ il migliore amico di Shoya, in realtà lui stesso si è dato questo appellativo, ed è il primo di cui il ragazzo riesce a fidarsi dopo anni. E’ basso, paffuto ed i suoi capelli ricordano vagamente un cespuglio.

Miki Kawai: E’ la capoclasse nella scuola di Shoya. Si dimostra sempre gentile con tutti nonostante alle elementari abbia contribuito a dare la colpa al ragazzo degli atti di bullismo fatti a Shoko.

Naoka Ueno: Nel periodo delle elementari era una di quelli che più maltrattava Shoko. Assecondava Shoya e rubava lei stessa gli apparecchi acustici della bambina. Fa sentire più volte in colpa Shoko e mette perfino in difficoltà Sahara, l’unica che voleva imparare il linguaggio dei segni per Shoko.

Miyoko SaharaCompagna delle elementari di Shoko, accetta di imparare la lingua dei segni per comunicare con lei, ma per questo viene maltrattata da Ueno.

Character Design

Questo anime ha una linea stilistica molto delicata, sia per quanto riguarda i personaggi che lo sfondo. Parlando del background viene mantenuta una certa distinzione dai personaggi. Questo fa focalizzare l’attenzione sulle ambientazioni solo nelle scene in cui ci sono dei fuori campo. Lo stile usato è quello di un dipinto in piena regola con pennellate rapide, ben dettagliate e colori vivaci. Si nota che lo sfondo è suddiviso in due tipologie: quello in 3D  e quello sfumato. Il primo da l’idea delle scene di movimento e quello più sfumato, usato per gli sfondi, mette in risalto i personaggi.

Circa i characters lo stile è limpido, con linee molto sottili e ben ben definite che evidenziano la dolcezza delle linee dei volti e degli abiti. Non vengono usati colori troppo accesi, evidentemente per rendere il lato drammatico dell’anime. Le ombreggiature sono nette nei corpi e sui vestiti. Molto importante sono i continui giochi di luce che aumentano l’enfasi della maggior parte delle scene. Da notare anche le linee quasi tratteggiate usate per i flashback.

Conclusioni

la forma della voce- Nishimiya

Questo anime delicato e anche abbastanza triste è davvero molto moderno nei suoi temi. Si potrebbe pensare ad un’esagerazione quando nelle scene i bambini si accaniscono contro Shoko. Effettivamente , però, tratta spezzoni di realtà, sia dal punto di vista di chi subisce il bullismo che da quello di chi maltratta gli altri. Molto bella la trasposizione del linguaggio dei segni, senza usare sottotitoli, ma facendo effettivamente vedere i movimenti delle mani che vengono tradotti dalla lettura di Shoya.

Considerando che è un adattamento del manga, questo film gli rende perfettamente giustizia. Quasi niente viene tagliato ma semplicemente viene dato un finale soft che non lascia dubbi. Unica differenza con il manga è che, quest’ultimo, prosegue ancora con la storia per un paio di volumi. Inoltre, lo stile usato nel manga,  è leggermente più essenziale rispetto l’animazione.

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